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Uno Stabile per la città

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lo stabile cover coworking

Al Libertà da un anno è attivo uno spazio che è allo stesso tempo coworking, falegnameria, B&B e luogo in cui si organizzano eventi e nascono relazioni sociali.

L’obiettivo era quello di fare incontrare i turisti che sfruttano le tre camere
da letto del B&B con i lavoratori baresi che invece frequentano il coworking, dando vita ad un coliving animato ed in cui si scambiano idee, progetti, sogni. Ad un anno dall’apertura, Lo Stabile sta lentamente diventando quello che i suoi cinque ispiratori avevano immaginato. L’idea di questo spazio nato nel novembre del 2023 al quartiere Libertà è stata di cinque amici, tre dei quali architetti, Francesco Poli, Mariangela Guglielmi e Camilla Vicino, l’ingegnere Michele Todisco e la comunicatrice Luana Martino.

lo stabile coworking

Le tre camere sono quasi sempre occupate, il coworking inizia ad essere stabilmente occupato da lavoratori che affittano le postazioni in maniera fissa o saltuaria, la falegnameria che ha sede al piano terra lavora a buon ritmo e la terrazza pensata come luogo di eventi sta per essere inaugurata. Un buon risultato, soprattutto se pensiamo che l’immobile ad angolo tra via Generale De Bernardis e via Dante Alighieri era ridotto ad un rudere, inutilizzato da 10, ed ora invece è stato ristrutturato ed è vissuto ad ogni ora del giorno. Peraltro tutti i lavori di recupero sono stati eseguiti con materiali ecosostenibili, e tutte le tramezzature e gli intonaci a base di prodotti derivanti dall’utilizzo di canapa.

Lo Stabile è nato grazie ai fondi messi a disposizione dal bando della Regione che oggi si chiama Impresa Possibile. L’investimento complessivo è stato di 250mila euro.

«Tra i nostri obiettivi», racconta Francesco Poli, «c’era e c’è quello di rivitalizzare il quartiere con un edificio che potesse portare persone e turisti e vivere questa zona non centrale. L’idea nasce dal concetto di casa-bottega. Al primo piano c’è la zona dell’abitare, con un coliving con tre camere e una cucina comune che al momento è ad uso prevalentemente turistico, ma che stiamo spingendo anche verso il mondo artistico e dei nomadi digitali.

coworking

Al piano terra invece c’è un coworking con sala riunioni e un laboratorio artigianale di design, che ha realizzato tutti gli arredi presenti nello spazio, coinvolgendo comunità di migranti e giovani laureati in Architettura e Design».

La terrazza invece si prefigge di diventare una terrazza urbana: «La stiamo per allestire e accoglierà orti didattici, verde ornamentale e spazio di aggregazione». Tutti i pavimenti originali con le cementine e tutti gli infissi esterni ed interni sono stati portati a nuova vita attraverso laboratori di auto-recupero. Intorno allo Stabile si sta generando una community, che poi è quello che serve in certe realtà. A tal fine un ruolo importante lo gioca il cibo «Impieghiamo la cucina come luogo di connessione tra le persone. Avere una cucina condivisa aiuta gli aspetti conviviali. E infatti l’ora di pranzo è il momento in cui i coworker e gli ospiti delle camere si incontrano e si conoscono».

lo stabile coworking

Il sogno, per Poli ed i suoi amici-soci, è di vedere sorgere tante altre realtà simili: «Vogliamo spingere le persone a lanciarsi in idee del genere affinché ci sia una rete diffusa di questi spazi in tutti i quartieri, per stimolare la cultura e la socialità».

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